Science in Depth: la serata finale che ha raccontato ricerca, meraviglia e comunità
La serata conclusiva di Science in Depth si è aperta con la visione del video finale, un racconto corale che ha intrecciato volti, voci e tappe di un percorso che nell’ultimo anno e mezzo ha coinvolto oltre 700 studenti e studentesse della scuola secondaria di primo grado. Un modo per entrare subito nel clima della serata: quello di un progetto che è stato sì descritto, ma soprattutto vissuto.
In pochi minuti, il video ha restituito l’essenza di SiD: un modo diverso di fare educazione scientifica, che parte dalla meraviglia, passa attraverso l’indagine e arriva alla divulgazione. Una metodologia che ha trasformato temi casuali in ricerche personali, capaci di crescere insieme agli studenti.
Una serata di voci e collaborazioni
La serata è stata un mosaico di interventi: tutte le scuole coinvolte hanno portato la loro testimonianza, raccontando come il progetto abbia trasformato il modo di osservare, studiare e condividere la scienza.
Anche Chiara Di Girolamo –Responsabile progetto Ufficio Attività Istituzionali del Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale – ha tracciato un bilancio del progetto, sottolineando come “Science in Depth rappresenta un esempio concreto di come sia possibile promuovere una cultura scientifica più inclusiva e orientata al futuro, mettendo in rete scuole, enti del Terzo settore e realtà della ricerca. Il progetto, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale, si inserisce tra i 34 progetti selezionati dal bando Polaris da 20 milioni di euro promosso dal Fondo per rafforzare le competenze STEM e favorire l’orientamento di studenti e studentesse delle scuole secondarie. In occasione dell’evento conclusivo del progetto, ci auguriamo che il percorso realizzato abbia contribuito a consolidare competenze e consapevolezza, promuovendo scelte di orientamento più informate e una partecipazione sempre più ampia e inclusiva alle discipline STEM”.
Sono intervenuti anche i partner scientifici Eco Research e Fraunhofer Italia, che hanno accompagnato gli studenti nelle fasi di ricerca più rigorose; i partner culturali e divulgativi Le Nuvole Scienza, CoderDojo Trento, Arditodesìo, che hanno ampliato linguaggi e strumenti; Francesca Berti, che ha illustrato il lavoro di monitoraggio qualitativo svolto lungo il percorso; e Valentina Cibin, che ha accolto gli studenti nel suo programma radiofonico Youth on Air, trasformando la divulgazione in un’esperienza pubblica e partecipata.
Ognuno ha portato un tassello diverso, restituendo la ricchezza di una rete che ha lavorato insieme, con continuità e visione condivisa.
Un’eredità che guarda avanti
La serata si è chiusa con la presentazione della pubblicazione cartacea e dei materiali prodotti dagli studenti. Science in Depth non è un progetto concluso, ma un modello replicabile di educazione scientifica territoriale: un modo di integrare ricerca, creatività, digital literacy e partecipazione attiva.
La rete costruita nel corso del progetto rappresenta oggi un patrimonio condiviso che continuerà a generare nuove opportunità di apprendimento e collaborazione. A confermarlo è stato l’annuncio finale: i dirigenti scolastici hanno siglato un accordo di collaborazione con Arciragazzi Bolzano per il prossimo biennio, garantendo continuità e sviluppo futuro al percorso avviato.
Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it
