Le Mille e una Scienza lo raccontano i ragazzi di Science in Depth!

Sono passati alcuni mesi dalla partecipazione dei ragazzi e delle ragazze di Science in Depth al Festival “Le Mille e una Scienza”, eppure c’è chi se lo ricorda benissimo: le mani un po’ sudate prima di iniziare, le slide pronte, le immagini “trabocchetto” e gli sguardi curiosi del pubblico. 

Per i ragazzi e le ragazze di Science in Depth, il progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale, la partecipazione al festival non è stato solo un evento, ma la chiusura di un percorso e il raggiungimento di un traguardo. Oggi, a distanza di tempo, possiamo raccontarlo per quello che è stato davvero: il momento in cui le loro ricerche sono uscite dall’aula e sono diventate dialogo e divulgazione.

Dalla ricerca di Science in Depth al confronto durante il Festival

Dal 14 al 16 novembre Bolzano ha ospitato una quinta edizione di Le Mille e una Scienza, il Festival dedicato a bambini e ragazzi, quest’anno in un’avventura “dall’immensamente piccolo all’immensamente grande”. 

All’interno della Giornata delle Scienze presso la Libera Università di Bolzano e durante il weekend a Castel Mareccio, gli studenti e le studentesse dell’Istituto Comprensivo “F.Filzi” di Laives, protagonisti del progetto Science in Depth, hanno presentato le loro ricerche a coetanei, famiglie e cittadine. 

La presentazione non riguardava solo i risultati delle loro ricerche, ma tutto il percorso che li ha coinvolti in mesi di lavoro: dalla formulazione delle domande alla ricerca di fonti affidabili, dalle esperienze di dialogo con l’intelligenza artificiale ai dubbi, agli errori e alle scoperte, la divulgazione è diventata parte integrante del loro percorso di ricerca scientifica. 

“È stato un traguardo”

A febbraio, ripensando a quell’esperienza, una parola ritorna spesso parlando con ragazzi e ragazze: traguardo

“Il percorso che abbiamo fatto ha portato un frutto, ci ha fatti raggiungere un traguardo. Arrivare a parlare davanti alle persone è stato un traguardo.” 

Non era scontato, perché per molti ragazzi è stata la prima esperienza di presentazione davanti a un pubblico così numeroso. 

“Non avevo praticamente mai parlato in pubblico così. All’inizio avevo un po’ di ansia, però alla fine è andata bene. È una grande soddisfazione dopo aver fatto tutti il percorso, andare anche a presentarlo.” 

La partecipazione al Festival non ha rappresentato solo il momento di “chiusura” del progetto, ma un momento che dà senso al percorso compiuto con Science in Depth. 

Il pubblico 

Un altro aspetto che ha fatto la differenza, è stato il pubblico. Mentre il contesto della Giornata delle Scienze era più familiare, perché il venerdì del festival è interamente dedicato agli alunni e alle alunne di ogni ordine e grado della provincia di Bolzano, che mostrano ai loro coetanei le ricerche e i progetti scientifici svolti in ambito scolastico, la giornata di sabato a Castel Mareccio è stata una sfida. Con un loro stand, infatti, i protagonisti di Science in Depth hanno divulgato il loro percorso accanto agli stand di tutti gli enti di ricerca del territorio provinciale. Un contesto inedito che li ha portati a mettersi in gioco e raccontare le loro scoperte al grande pubblico. 

La Giornata delle Scienze è stata affrontata con più naturalezza: il linguaggio era condiviso, le reazioni immediate. 

Erano un po’ tutti coetanei: chi aveva un anno in più, chi un anno in meno. Era tra di noi, quindi riuscivamo anche ad esprimerci meglio” 

Per coinvolgere il pubblico di Castel Mareccio, i ragazzi hanno scelto una strategia precisa: sorprendere. Con un’immagine particolare, domande trabocchetto e affermazioni inverosimili. 

“Abbiamo chiesto se un’immagine fosse vera o creata con l’intelligenza artificiale. Molti ci sono cascati.” 

L’obbiettivo, ovviamente, non era ingannare il pubblico, ma mostrare quanto sia facile credere a qualcosa che sembra convincente e quanto sia importante, invece, verificare, analizzare, fare ricerca

Dopo la sorpresa arrivava il racconto del percorso sviluppato con Science in Depth: il processo di ricerca, le fonti, il metodo, esattamente come hanno imparato a fare durante l’anno. 

E anche se all’inizio qualcuno del pubblico poteva sembrare distratto, qualcosa poi cambiava. 

“All’inizio erano un po’ annoiati, ma pian piano si vedeva il sorriso sciogliersi. Erano interessati, volevano capire. I bambini chiedevano cosa significavano alcune parole… e questo dà ancora più soddisfazione.”  

Così, alla fine della presentazione, non erano più studenti che ripetevano una presentazione, ma veri e propri divulgatori, capaci di costruire un dialogo con il pubblico e di rispondere alle loro domande. 

Cosa abbiamo imparato (davvero)

A mesi di distanza, ciò che resta non sono gli applausi, ma la consapevolezza di essere cresciuti. C’è chi ha scoperto cosa significa stare dall’altra parte della cattedra: 

“Mi sono messa un po’ nei panni dei prof. C’è gente che non ascolta, gente che prende appunti… ma nel mio caso erano tutti lì, che provavano a indovinare. Mi è piaciuto molto.” 

C’è chi ha capito che parlare bene non è improvvisare, e che guarda al futuro: 

“Sono andata un po’ troppo veloce. Avevo ansia di sbagliare o dimenticare parti. Dovevo parlare con più calma… spero che in terza media non correrò più.” 

Soprattutto, c’è chi ha parlato di ciò che ama davvero: 

“È stato bello andare davanti a tutti e parlare di quello che mi piace. Per me le auto. Ho presentato il mio argomento come piace a me.” 

Il Festival è passato e le attività di Science in Depth hanno ripreso il loro ritmo quotidiano, ma qualcosa è rimasto: come il seme della sicurezza di poter parlare davanti ad un pubblico, che andrà fatto germogliare in futuro, oppure la capacità di spiegare concetti complessi con parole proprie. Ma soprattutto resta l’idea che la scienza non è solo studio, ma anche condivisione, e che la ricerca non finisce quando troviamo una risposta, ma quando riusciamo a raccontarla agli altri. 

Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it

di Ana Andros

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