La Cultura è la Cura a Bolzano

Il progetto La Cultura è la Cura a Bolzano 
Ad autunno 2021 il progetto La Cultura è la Cura finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Avviso n. 2/2020) e che vede Arci nazionale come capofila, ha preso il via anche nella città di Bolzano. 
Il CISM nel quartiere di Via Resia

Il progetto La Cultura è la Cura prevede la creazione di Centri di innovazione sociale e mutualità (CISM), luoghi aperti ai gruppi di partecipanti al progetto dove realizzare percorsi laboratoriali partecipati. Come luogo per la costituzione del CISM abbiamo scelto l’ex circolo operaio Walter Masetti di Via Resia a Bolzano. Nato negli anni Settanta del Novecento, non lontano da dove sorgeva il Polizei- und Durchgangslager Bozen, il Circolo culturale intitolato proprio a Walter Masetti, è stato uno storico punto d’incontro della comunità locale in un quartiere a vocazione operaia, almeno nella sua origine, avendo appunto il quartiere Resia-Don Bosco le sue origini nei Rioni Dux e Littorio costruiti durante il fascismo (poi quartieri delle Semirurali).

Chiuso nel 2011, il circolo ha svolto negli anni una funzione aggregativa importante, come presidio sociale e culturale all’interno del quartiere. Un quartiere che ha vissuto profondi mutamenti nel corso degli scorsi decenni ed è oggi abitato da una significativa percentuale di nuovi cittadini. Nuovi cittadini che vivono il territorio conoscendone poco la storia e senza un più ampio quadro di contesto.
Altri storici presidi culturali del quartiere e della città non sono stati in grado di coinvolgere attivamente nelle dinamiche di sviluppo culturale della città gli abitanti, soprattutto le fasce giovanili con background migratorio.

 

Foto del lager di Bolzano (1945)

I partenariati

Per realizzare il progetto, che abbiamo deciso di rivolgere a giovani in situazione di vulnerabilità e ad anziani, abbiamo attivato una rete sul territorio con importanti realtà legate al quartiere, al circondario e alla città stessa:

La mappatura: l’identità del quartiere ieri, oggi e domani

Come comitato, assieme ai nostri partner, abbiamo deciso di realizzare una mappatura partecipata del quartiere. L’idea è quella di recuperare i luoghi della storia, i luoghi della memoria e attivare processi di innovazione socio-culturale che permettano alla cittadinanza, con particolare attenzione alle giovani generazioni, di valorizzare i quartieri periferici e raccogliere l’eredità del territorio affinché si possa pensare assieme all’identità futura del quartiere. Non solo del quartiere, anche del circolo Masetti stesso. Un circolo che stiamo ri-sementizzando, a cui stiamo dando una nuova vita, assieme a chi lo frequenta sperando che possa entrare a far parte della geografia affettiva della comunità.

Abbiamo quindi, con i giovani coinvolti nel progetto, raccolto micro-storie di abitanti portatori di memoria storica del quartiere, creando occasioni di partecipazione attiva della cittadinanza con l’obiettivo di generare, assieme agli anziani, spirito di appartenenza, rendendo i beneficiari del progetto protagonisti stessi di questo processo.

I laboratori

Durante il primo laboratorio il gruppo dei giovani ha partecipato ad un’esplorazione urbana alla scoperta del quartiere di Via Resia, con un focus sulla storia, dai tempi delle Acciaierie. Le Acciaierie hanno infatti avuto un’influenza enorme sullo sviluppo della città: la produzione era tra le più pregiate in Italia e nel mondo. Con le acciaierie sono state erette anche le case per gli operai, per i dirigenti, per gli impiegati. Oggi però della Bolzano operaia non è rimasto molto, via Resia è diventata infatti un quartiere multietnico.

Assieme ai giovani partecipanti, molti dei quali residenti nel quartiere, abbiamo poi lavorato ad un canovaccio per le interviste-confronto con gli anziani. Domande che potessero far emergere il loro vissuto, la loro storia individuale all’interno di un processo di cambiamento collettivo.

Ci siamo poi divisi in squadre di lavoro e, a gruppi, durante il secondo laboratorio, abbiamo incontrato gli anziani e interloquito con loro realizzando una sorta di talk. Abbiamo chiesto ad ogni anziano di portare un oggetto che avesse per lui un significato particolare, senza altre indicazioni precise. E proprio partendo da “una cosa” tangibile siamo riusciti a entrare nel loro vissuto e a ripercorrere una storia di vita all’interno dello spazio del quartiere.

Il terzo laboratorio, che realizzeremo nel corso dell’estate, con giovani e anziani sarà invece di fotografia e comunicazione visuale. Un fotografo professionista allestirà assieme ai partecipanti un set fotografico all’interno del circolo Masetti. Soggetti delle foto gli oggetti dei racconti, nella loro essenzialità. Al termine del progetto realizzeremo un’installazione audiovisiva con le gigantografie delle foto e le registrazioni delle interviste.


Chi era Walter Masetti? 

Nato a Sala Bolognese il 13 marzo 1910, nel 1939 Masetti fu richiamato e, durante la guerra di liberazione, combatté da partigiano in Alto Adige-Südtirol. Catturato dalla Gestapo nel 1944 a Bolzano e deportato a Mauthausen morì, nel campo satellite di Gusen il 20 febbraio 1945, dopo un periodo di internamento a Mauthausen.


Per vedere la scheda progetto della La Cultura è La Cura clicca qui.


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#Laboratori

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