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SUMMARY:Com'è NATO un golpe: il caso Moro
DESCRIPTION:Quando e dove?\nMercoledì 1° giugno alle 18 al FilmClub\, via Dr. Streiter\, 6\, Bolzano. \nCosa?\n\nIn occasione della Festa della Repubblica\, il Circolo Culturale ANPI Franca “Anita” Turra Hans Egarter e Arci Bolzano organizzano presso il Filmclub di Bolzano (via Dr.Streiter 6) la proiezione del documentario di Tommaso Cavallini “Com’è NATO un golpe: il caso Moro”. \n\n\nScheda libro\n\n\nL’agguato di via Fani è un’azione di guerra non convenzionale che vede anche la presenza di un berretto verde statunitense. Un vero golpe orchestrato dagli Usa e dalla NATO\, con l’aiuto di apparati occulti e i servizi segreti dei maggiori Paesi Europei\, per dare un colpo mortale alla democrazia e alla Costituzione italiana.\nLa sequela di false informazioni fatte circolare dai brigatisti – con la regia del Sisde e settori della destra Dc – e i nuovi dati acquisiti\, dimostrano che Moro durante i 55 giorni del sequestro non è mai stato custodito dai brigatisti e che vi sono state più prigioni in cui è stato detenuto.\nNel documentario una nuova analisi balistica per fare luce sulla dinamica dell’attacco\, un filmato inedito che svela la targa di un’auto presente in via Fani il 16 marzo 1978 di cui le indagini non hanno mai tenuto conto e l’ex agente Sismi “fonte Beirut2”\, intervistato da Carlo Palermo\, che riferisce di una foto scattata a Moro in un cortile durante la prigionia\, a conferma del fatto che il presidente della Dc doveva morire e non per mano delle Brigate rosse\, di come la guerra fredda era diretta da gruppi che controllavano sia Washington sia il Cremlino.\nCon interviste a: Carlo Palermo\, Sergio Flamigni\, Carlo D’Adamo\, Rita Di Giovacchino\, Marcello Altamura\, Martino Farneti\n\n\n\nPartecipazione libera\nEvento di ANPI Alto Adige Südtirol\, centroPACE BZ FRIEDEnszentrum e Arci Bolzano-Bozen \n\n\n  \n  \n 
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SUMMARY:ANNULLATO - Com'è NATO un golpe: il caso Moro
DESCRIPTION:Quando e dove?\nLunedì 9 maggio alle 20.30 al Bar 2000 Pippo\, Parco Petrarca\, 10 a Bolzano. \nCosa?\nIl 9 maggio è la giornata in memoria delle vittime del terrorismo. La data è quella dell’uccisione del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse nel 1978. Il Circolo Culturale ANPI Franca “Anita” Turra Hans Egarter e Arci Bolzano organizzano presso il Bar Pippo 2000 (parco Petrarca) la proiezione del Documentario di Tommaso Cavallini “Com’è NATO un golpe: il caso Moro”\n\n\nScheda libro\n\n\nL’agguato di via Fani è un’azione di guerra non convenzionale che vede anche la presenza di un berretto verde statunitense. Un vero golpe orchestrato dagli Usa e dalla NATO\, con l’aiuto di apparati occulti e i servizi segreti dei maggiori Paesi Europei\, per dare un colpo mortale alla democrazia e alla Costituzione italiana.\nLa sequela di false informazioni fatte circolare dai brigatisti – con la regia del Sisde e settori della destra Dc – e i nuovi dati acquisiti\, dimostrano che Moro durante i 55 giorni del sequestro non è mai stato custodito dai brigatisti e che vi sono state più prigioni in cui è stato detenuto.\nNel documentario una nuova analisi balistica per fare luce sulla dinamica dell’attacco\, un filmato inedito che svela la targa di un’auto presente in via Fani il 16 marzo 1978 di cui le indagini non hanno mai tenuto conto e l’ex agente Sismi “fonte Beirut2”\, intervistato da Carlo Palermo\, che riferisce di una foto scattata a Moro in un cortile durante la prigionia\, a conferma del fatto che il presidente della Dc doveva morire e non per mano delle Brigate rosse\, di come la guerra fredda era diretta da gruppi che controllavano sia Washington sia il Cremlino.\nCon interviste a: Carlo Palermo\, Sergio Flamigni\, Carlo D’Adamo\, Rita Di Giovacchino\, Marcello Altamura\, Martino Farneti\n\n\n\nPartecipazione libera\n\n\n  \n  \n 
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SUMMARY:Gramsci e le donne
DESCRIPTION:Quando e dove?\nVenerdì 29 aprile dalle 18.00 alle 19.30 al Bar 2000 Pippo. \nCosa?\nIl Circolo Culturale ANPI Franca “Anita” Turra Hans Egarter\, Arci Bolzano e il Centro Pace del Comune di Bolzano\, con il sostegno degli Assessorati alla Cultura di Provincia e Comune di Bolzano\, promuovono un dialogo con Noemi Ghetti sul suo libro “Gramsci e le donne Gli affetti\, gli amori\, le idee” (Donzelli editore).\nSarà possibile acquistare il libro grazie alla collaborazione con la libreria Ubik.\n\nScheda libro\n«Fondata sulla certezza della naturale uguaglianza degli esseri umani\, unita a un’originale sensibilità nei confronti della “quistione sessuale”\, l’attenzione di Gramsci alla posizione da sempre subalterna delle donne si consolida\, attraverso la prassi politica e la riflessione carceraria\, nell’idea della necessità dello sviluppo di una nuova identità femminile\, intimamente libera da schiavitù arcaiche e da condizionamenti culturali. Senza una donna nuova\, non ci sarà mai l’“uomo nuovo” teorizzato dai rivoluzionari socialisti».\nLo stretto intreccio tra dimensione politica e vita privata\, degli affetti familiari e delle relazioni sentimentali\, è una caratteristica essenziale della vicenda umana di Antonio Gramsci. Da qualunque angolazione lo si guardi\, il rapporto tra Gramsci e le donne appare come un punto decisivo nella sua complessa esperienza umana e intellettuale. Il libro si dipana sul doppio filo della ricostruzione\, da un lato\, dei rapporti tra Gramsci e le donne della sua vita e\, dall’altro\, della sua riflessione sui temi del femminile\, dell’identità sessuale e del ruolo storico delle donne nei processi di liberazione. Attraverso un attento esame degli scritti gramsciani\, in particolare delle lettere\, e lo studio dei carteggi\, dei documenti e delle testimonianze delle donne che lo conobbero\, Noemi Ghetti ricompone il quadro di un rapporto originale del pensatore sardo con il mondo femminile\, che acquista una centralità fin qui non sufficientemente indagata. In famiglia\, in amore e in politica\, dalle origini sarde al biennio rosso torinese\, attraverso la decisiva esperienza russa del 1922-1923 e nella lunga detenzione\, le donne furono le destinatarie privilegiate delle sue lettere. Dalla madre alla sorella e alle altre donne della sua famiglia – nei cui confronti non cesserà mai l’attenzione e il dialogo più profondo –\, passando per le prime compagne del comune impegno rivoluzionario\, con cui non mancheranno gli amori\, fino alle tre sorelle russe: Eugenia\, Giulia e Tatiana Schucht\, destinate a diventare\, ciascuna a suo modo\, le referenti indispensabili di una complessa e dolorosa vicenda umana\, in cui ragioni e sentimenti\, richiami ideali e occorrenze della vita quotidiana si fondono e si confondono. La necessità storica dello sviluppo di un’identità personale nuova e di una concreta autonomia delle donne\, l’attenzione verso la realtà più profonda del mondo femminile\, l’intima certezza della diversità nell’uguaglianza\, la lucida consapevolezza della loro storica subalternità rendono Gramsci un caso unico per sensibilità e onestà di ricerca nel panorama dei politici del tempo\, e non solo.\n\n\n\nNoemi Ghetti\nNoemi Ghetti\, a lungo docente nei licei\, è laureata in Storia greca all’Università di Padova e ha compiuto studi filosofici all’Università di Firenze. Oggi abita e lavora a Roma. Collabora con numerose riviste ed è autrice di trasposizioni di classici per ragazzi\, di testi per reading e libretti per drammi musicali. Saggista\, ha pubblicato L’ombra di Cavalcanti e Dante (2011) e Gramsci nel cieco carcere degli eretici (2014) per L’Asino d’oro\, e La cartolina di Gramsci. A Mosca\, tra politica e amori\, 1922-1924 (2016) per Donzelli. \n\nPartecipazione libera\n\n\n  \n  \n 
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