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SUMMARY:Festival ''Le Mille e una Scienza''
DESCRIPTION:TORNA IL FESTIVAL DI SCIENZA DI BOLZANO…\n”Le Mille e una Scienza” torna con tre giorni di laboratori\, eventi/spettacolo\, premiazione Concorso Eureka e stand a fruizione libera. \nAd oggi il programma è ancora segreto\, ma vi invitiamo alla scoperta nel nostro sito: \nwww.milleunascienza.com\nQuest’anno il Festival avrà più location che scopriremo il giorno della conferenza stampa 26.10.2022\, tutte in Centro Storico a Bolzano. \nIl tema sarà il viaggio\, e noi vi porteremo all’interno di un viaggio nella Scienza\, nella nostra Città e tra gli enti e associazioni che si occupano di scienza nella nostra provincia. \n\nIl Festival è organizzato in collaborazione con Accatagliato APS e con il sostegno dell’Ufficio Politiche Giovanile italiane della Prov. di Bolzano.
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SUMMARY:La Bestia di Bolzano – Bolzano Città della Memoria 2022
DESCRIPTION:Quando e dove? \nVenerdi 25 novembre ore 18 Spazio Resistenze di Via Torino 31 \nCosa? \nDialogo sul libro di Stefano Catone “La bestia di Bolzano” (Postfazione di Eric Gobetti Ed. People) \nL’iniziativa è promossa da Circolo Culturale ANPI Franca “Anita” Turra\, Centro Pace Comune di Bolzano\, Arci Bolzano\, in collaborazione con la Libreria Ubik e il sostegno degli assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Bolzano nell’ambito di Bolzano Città della Memoria 2022 \nScheda Libro \nMichael Seifert è un uomo come tanti. Ha lavorato una vita\, ha una famiglia\, frequenta la parrocchia. Eppure\, alla fine degli anni ’90\, riceve all’indirizzo di casa sua\, a Vancouver\, un avviso di garanzia: il tribunale militare di Verona ha aperto un fascicolo su di lui. Gli sono contestati fatti molto gravi – trattamenti inumani e degradanti\, uccisioni – avvenuti a cavallo tra il 1944 e il 1945 nel lager di Bolzano. Dove sorgeva il lager sono state costruite delle palazzine negli anni ’60\, forse per dimenticare una storia troppo dolorosa. Eppure\, sessant’anni dopo\, un procuratore riapre il caso\, fino alla condanna di quello che fu chiamato “il boia di Bolzano”. \n«Quanto accaduto nel Lager di Bolzano – e più in generale: quanto accaduto con l’orrore delle persecuzioni nazifasciste – segna un blocco nel fluire della storia. C’è un prima e c’è un dopo il nazifascismo. C’è un prima e c’è un dopo i Lager. C’è un prima e c’è un dopo l’Olocausto. C’è un prima e c’è un dopo il genocidio. Quando vengono commessi crimini contro l’umani­tà\, la continuità della storia diventa un problema rilevante: non è possibile “lasciarsi tutto alle spalle”\, non è possibile andare avanti come se nulla fosse successo. E qui torna l’esigenza di fare memoria pubblicamente\, di non dimenticare.» \n  \nStefano Catone – Autore e editore. \nTra le sue pubblicazioni #Antifa (Fandango 2018) e\, per People\, Camminare (2019)\, Abolite quei decreti (2020)\, Il Presidente (2021) e 1943 (2021). \n  \n 
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SUMMARY:Sarajevo 1992 - 1995
DESCRIPTION:Titolo? “Tagebuch der Übersiedlung” von Dževad Karahasan \nCosa? Lecture Performance – Restituzione #UltimaFermataSerbrenica \nDove? Meran|o Sala Civica – Bürgersaal Via O. Huberstrasse 8 \nQuando?  27.11.22 ore 10:30 Uhr – 28.11.22 ore 17:30 Uhr – 29.11.22 ore 20:00 Uhr \nPrenotazione obbligatoria | Christine 338 1977560\nEntrata libera\n– – – – –\n“Io sono un’isola nel cuore del mondo”. Così parla\, nei versi del poeta bosniaco Abdulah Sidran\, la città di Sarajevo\, dove la convivenza di diverse comunità religiose e linguistiche ha creato nei secoli un unicum oggi scomparso. Il centro del mondo di Dževad Karahasan è il primo libro che affronta gli orrori della guerra di Bosnia – con in suoi massacri di civili inermi\, la pulizia etnica\, il genocidio – a occhi asciutti\, senza retorica e senza consolazione. Alternando meditazioni personali lucide fino all’allucinazione con il racconto di strazianti vicende quotidiane\, Karahasan evoca le case\, i cortili\, i cibi\, decifra l’urbanistica della città\, facendone emergere un ritratto interiore. Sarajevo è “un microcosmo che\, secondo gli insegnamenti degli esoterici\, contiene tutto il mondo\, una Nuova Gerusalemme”\, la cui esistenza garantisce la stabilità dell’universo. Ora che il centro è in rovina e costretto all’esilio\, Karahasan lo fa rivivere magicamente nella scrittura per trasferirlo nella memoria collettiva dell’umanità.\n– – – – –\nIn kurzen\, unvergesslichen Szenen beschreibt Dževad Karahasan das Leben im belagerten Sarajevo. Einen Mann\, der aus der Warteschlange tritt\, sich auf ein Mäuerchen setzt und stirbt. Die Evakuierung der jüdischen Gemeinde. Das absurde Gespräch mit einem französischen Korrespondenten über Hunger und Kälte.\nSarkasmus\, Humor\, Güte und eine beeindruckende geistige Souveränität charakterisieren die Haltung\, mit der Karahasan vom Alltag im Krieg und von der Übersiedlung einer kulturell und religiös polyphonen Stadt in die Sphäre des Idealen schreibt.\nDas Tagebuch der Übersiedlung ist ein bleibendes Zeugnis über die Belagerung Sarajevos – weniger im Sinne einer Alltagsdokumentation als durch seine gedankliche und ethische Strahlkraft.\n– – – – –\n#ultimafermatasrebrenica
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SUMMARY:La Germania sì che ha fatto i conti con il nazismo – Tommaso Speccher
DESCRIPTION:Quando e dove? \nLunedì 28 novembre\, ore 18 Biblioteca Civica. \n  \nCosa? \nHannes Obermair dialoga con Tommaso Speccher sul suo libro “La Germania sì che ha fatto i conti con il nazismo” (Ed. Laterza) \nL’iniziativa è promossa da Circolo Culturale ANPI Franca “Anita” Turra\, Centro Pace Comune di Bolzano\, Arci Bolzano\, Biblioteca Civica in collaborazione con la Libreria Ubik e il sostegno degli assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Bolzano nell’ambito di Bolzano Città della Memoria 2022 \n  \nScheda Libro \nL’Italia ha un problema aperto con la propria storia\, dal fascismo agli anni ʼ70. La Germania ci appare diversa\, capace di affrontare l’orrore del proprio passato nazista. Ma è davvero così? Oppure anche per i tedeschi la battaglia per la memoria è una battaglia\, di giustizia e civiltà\, per nulla scontata e sempre sotto attacco? \nNel discorso pubblico italiano e internazionale c’è una formula che ritorna costantemente: «la Germania ha saputo fare i conti con il nazismo». Se però andiamo a verificare quanto c’è di vero in questa frase\, ci accorgiamo quanto il passato nazista abbia condizionato il lungo dopoguerra tedesco\, generando una tacita e continua tensione\, ma producendo solo occasionalmente effettive prese di responsabilità. In questo libro scopriremo come\, dopo decenni di oblio e di silenzio interessato\, si è cominciato ad affrontare questo tema. Soprattutto dopo la riunificazione del 1990\, quando la rielaborazione dei crimini nazisti si fa strumento di unità politica e collettiva. Il periodo della Guerra fredda\, invece\, si distingue per la mancata riflessione sul passato; un passato sospeso\, spesso rinnegato. \nPartendo dalle rovine della Germania post-bellica\, passando per i movimenti studenteschi del ʼ68 e arrivando ai memoriali odierni\, queste pagine raccontano biografie chiave\, vicende emblematiche e dibattiti esemplari. E mostrano che ‘i conti’ sono stati fatti\, sì\, ma solo in parte e\, forse\, troppo tardi \n  \n 
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