GIORNATA della LEGALITÀ – Buon riscontro da parte dei bolzanini

Giornata_Legalità

 

Buona partecipazione alla giornata della legalità di Arci e Arciragazzi Bolzano, organizzata per il pomeriggio del 21 maggio al centro Trevi di Bolzano.

 

Le associazioni hanno scelto di svolgere l’iniziativa in coincidenza del 24 ricorrenza della strage di Capaci in cui persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta (23 maggio 1992).
“Nonostante la bella giornata primaverile e la concomitanza con altre manifestazioni, c'è stata una buona affluenza di pubblico, segno che il tema interessa e vale la pena approfondirlo” ci racconta Sergio Bonagura, segretario provinciale di Arci e membro del direttivo di Arciragazzi.
Ospiti dell'evento, moderato dal vicepresidente di Arciragazzi Andrea Tommasini, il reporter della rivista web Meltingpot.org Matteo De Checchi e la collaboratrice di Flai/CGIL Silvia Grinzato, che ha parlato della condizione dei lavoratori precari nel settore agricolo in Alto Adige.

Il pomeriggio è iniziato con la mostra sulla vita di Peppino Impastato: importante protagonista della lotta alla mafia negli anni '70. Le associazioni hanno voluto rendergli omaggio riproponendo l'esposizione dei pannelli che, attraverso foto e didascalie, ricordano eventi importanti della storia di un simbolo dell'antimafia.

Successivamente si è passati agli interventi, il primo dei quali ha avuto per protagonista Matteo De Checchi, che ha raccontato della sua esperienza come autore per Meltingpot, un progetto web che vuole essere strumento “di una nuova narrazione delle migrazioni del nostro tempo”.
In particolare Matteo ha descritto le vicende legate ai reportage da lui realizzati e pubblicati sul sito del progetto: nel corso dei primi mesi del 2016 ha viaggiato tra Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia, dove ha potuto osservare le condizioni dei braccianti agricoli, costretti a vivere e lavorare in situazioni simili alla schiavitù.
L'ombra delle mafie in questo contesto si palesa attraverso il fenomeno del caporalato, che da modalità di organizzazione del lavoro è da tempo diventata strumento per procacciare manodopera a basso costo, che viene fatta lavorare in maniera abusiva e e illegale, a prezzi inferiori a quelli di mercato e senza contributi previdenziali.

L'esperienza di Silvia Grinzato ci dice che in Provincia di Bolzano non esiste un fenomeno simile, ma questo non deve essere motivo per allentare l'attenzione sul tema dei diritti dei lavoratori.
L'agricoltura altoatesina è spesso “a conduzione familiare” ed è molto difficile affermare che possa essere controllata dalle mafie. È comunque vero che nel lavoro di monitoraggio fatto dal sindacato, ci si è trovati di fronte a situazioni non sempre perfettamente legittime dal punto di vista del rispetto delle norme contrattuali. “Certo, siamo molto lontani da situazioni come quelle descritte da Matteo. Statisticamente i casi da noi monitorati sono irrilevanti, ma ciò non significa che non meritino comunque attenzione”.
Il carattere cooperativistico che regola i rapporti tra i contadini nostrani e l'attenzione degli enti pubblici (che sostengono economicamente il settore) fungono da deterrente alle infiltrazioni malavitose, ma l'attenzione costante rimane necessaria.

Il pomeriggio sarebbe dovuto proseguire con l'intervento di Nello Trocchia, co-autore (assieme a Luca Ferrari e Monika Dobrowolska Mancini) del libro “Io, morto per dovere. La vera storia di Roberto Mancini, il poliziotto che ha scoperto la terra dei fuochi”.
Un problema di salute (per fortuna ormai risolto) ha impedito allo scrittore di essere presente, ma la storia raccontata è stata comunque proposta da Andrea Tommasini in veste di narratore, assieme alla brava Alessia De Paoli che ha letto brani del libro.
Sperando di poter avere comunque Nello Trocchia come ospite in un'altra occasione, si è cercato di onorare la memoria un importante servitore dello Stato, morto nello svolgimento del suo dovere.

L'evento si è concluso con il concerto del musicista Easy One, frontman della band Kalafro, che a Bolzano ha proposto alcuni brani tratti dal suo nuovo album da solista: “Stessa pelle”.
Il centro Trevi si è trasformato in poco tempo da “spazio per conferenze” a “palcoscenico” per i giovani venuti a sentire la musica del cantante reggino.
Promuovere la legalità, in molti casi, può essere anche divertente.

 

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