Nomi, cognomi e infami - Giulio Cavalli a Teatro Aut

Sesto ed ultimo appuntamento lunedì 13 aprile 2015 per la rassegna Teatro Aut – Rassegna teatrale sui temi legalità, eticità, sviluppo con lo spettacolo dell'autore ed attore Giulio Cavalli “Nomi, cognomi e infami” che tocca lo scottante tema della mafia al nord e dei protagonisti che negli ultimi anni si sono contrapposti a questo sistema. A seguire la scheda dello spettacolo.

Appuntamento alle 20.30 presso l’Aula Magna dell’IISS “Galilei”, in Via Cadorna 14 a Bolzano. Per chi lo gradisce è possibile partecipare ad un aperitivo con piccolo buffet dalle 19.00.

Biglietto spettacolo 5,00 €

Con questo appuntamento si conclude la rassegna “Teatro Aut – Rassegna teatrale sui temi legalità, eticità, sviluppo” che è nata dall’intento comune di promuovere una riflessione sui temi etici legati alla cultura della legalità, col fine di coinvolgere una cittadinanza attiva e consapevole, attenta ad un'altra-economia ed all’importanza dei nostri gesti per cambiare le cose. Si è scelta come mezzo di promozione l'arte del teatro e del reading, che racchiude in se eloquenza e pathos ed ha quindi la capacità di stimolare la riflessione attraverso il coinvolgimento drammatico.

Organizzata dall’associazione Arci di Bolzano assieme a Diego Baruffaldi, con la collaborazione del Centro giovani Vintola 18 e dell’associazione Libera di Bolzano ed il contributo dell’Ufficio Cultura della Provincia Autonoma di Bolzano, la rassegna è figlia della precedente edizione del 2013 “Aperiteatro”.

Quest’anno è stato sviluppato un calendario più corposo e si è voluto dare spazio anche alle produzioni locali.

 

NOMI, COGNOMI E INFAMI,  di e con GIULIO CAVALLI

Produzione: Bottega Dei Mestieri Teatrali, con il contributo di Next Regione Lombardia e Fondazione Cariplo-Etre

E’ possibile riprendere in mano la memoria senza la solita liturgia di commemorarla ma con la passione di esercitarla? Noi siamo un paese strano: abbiamo 500 anni di storia di giullari che riescono attraverso il sorriso a mostrare il “re nudo” e invece ci chiudiamo nelle stanze del ricordo come fosse un feticcio. Peppino Impastato e i cantastorie molto prima ci hanno insegnato che dietro un sorriso ci sta l’arma più potente per sgretolare il potere. Anzi: il potere diventa prepotente perché non riesce a governare secondo le regole. E allora serve recuperare quella lezione per portare in scena l’erosione dell’onore, per attivare un antiracket culturale che passi attraverso i vizi, le pateticità e le incongruenze degli uomini di mafia che sono riusciti ad imporsi nell’immaginario collettivo grazie ad un “concorso culturale esterno alla mafia”.

NOMI COGNOMI E INFAMI è nato come viaggio tra storie di persone “normali” diventate eroiche per contrasto con la pavidità tutta intorno, da Peppino Impastato a Paolo Borsellino, da Libero Grassi a Bruno Caccia fino ai riti e conviti mafiosi che brillano in tutta la loro povertà culturale ed etica. Il canovaccio di NOMI COGNOMI E INFAMI è quello che ci succede intorno: le città che cambiano forma per dare forma ai soldi che vanno riciclati, gli episodi di mafia che non vengono riconosciuti come tali e che basterebbe mettere in fila e soprattutto i nomi e i cognomi e questa abitudine persa di indicare i colpevoli per esporli ad un giudizio pubblico. Dice Mark Twain che “non bisogna avere paura di ciò che non si conosce ma di ciò che crediamo vero e invece non lo è”: noi in scena proviamo a ridere e disarticolare la nostra paura.

… “Caro picciotto, o se preferisci, visto che hai imparato a pettinarti e vestirti pulito, caro estorsore, o, se preferisci, caro esattore. E poi caro al tuo capo ufficio, quello che sta seduto a contare i soldi quando alla sera raccoglie le mesate del mandamento, quei soldi che vi auguro che vi marciscano in mano. E poi cari a tutti i falliti, perché è da falliti mangiare sulla metastasi della paura degli altri, oppure, per capirsi meglio, cari a tutti gli uomini d’onore, così ci capiamo meglio, così vi prendiamo dentro tutti e entriamo subito in tema. Sono un commerciante di parole, a volte me le pagano bene, e arrotondo sempre il peso prima di chiudere la vaschetta.

[…] Questa sera apro la saracinesca fuori orario e vi vengo a cercare io, ma mica per i cinquecento euro così sto messo a posto, ma perché avrei, dico almeno, un paio di domande, una cosa da niente, mica per capire dove non c’è niente da capire, ma per togliermi il peso. Il peso di una curiosità che alla fine cercate sempre di farci pagare nel mercato della vigliaccheria di cui siete i detentori.”… G.C.


Info e contatti:

Arci – Nuova Associazione

Via Dolomiti 14 – 39100 Bolzano

info@arci.bz.it

0471 323 648

 

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