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Cent'anni dallo scoppio della Grande Guerra - Conferenza col Professor Rusconi

 

Per la rassegna “Impronte di storia” organizzata dall'Associazione Arci di Bolzano, in collaborazione con Deina, mercoledì 15 ottobre alle 18.00, sarà presente a Bolzano presso il Pippo.stage di Parco Petrarca 12, il Professor Gian Enrico Rusconi, per parlarci del 1914, anno chiave della storia del Novecento e ancora di più per Bolzano e la nostra provincia.

Presenterà inoltre la sua ultima pubblicazione 1914: attacco a occidente (2014, Il Mulino). Sarà un'occasione per trovare un confronto ed ascoltare un pezzo di storia raccontata da un esperto. Entrata libera!

Un secondo incontro è organizzato per il 16 ottobre alle 10.00 presso la scuola Rainerum di Bolzano, dedicato solamente agli studenti.

La rassegna di quest'anno si concentrerà proprio sul centenario dallo scoppio della Grande Guerra e prevede una serie di appuntamenti.Realizzata con il supporto dell'Intendenza scolastica in lingua italiana e il contributo della Provincia Autonoma di Bolzano e della Regione Trentino - Alto Adige.

Dopo aver visto la partecipazione del Professor Mario Isnenghi, presente il 24 settembre presso la Biblioteca Civica di Bolzano e che ha parlato del contesto e delle premesse storiche della Grande Guerra, i prossimi appuntamenti saranno a novembre con un ospite ancora da definire e a dicembre con il Professor Mirco Melanco dell'Università di Padova che presenterà il suo documentario La Grande Guerra sull'Altopiano di Asiago raccontata da Mario Rigoni Stern.

Breve biografia: Gian Enrico Rusconi

Professore emerito di Scienze politiche presso l'Università di Torino, laureato in filosofia, esordì come docente di Sociologia nel 1968 presso la facoltà di sociologia di Trento. Nel 1975 fu chiamato, per la medesima materia, presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino, dove successivamente si trasferì sulla cattedra di Scienza della Politica. Dopo una monografia dal titolo La teoria critica della società si è dedicato soprattutto allo studio della società tedesca e della storia della Germania nel Novecento, in un continuo raffronto con la situazione italiana. Direttore dell'Istituto storico italo-germanico di Trento dal 2005 al 2010, è editorialista del quotidiano La Stampa, ed è stato anche Visiting Professor presso la Freie Universität di Berlino. (Fonte Wikipedia)

Tra i suoi numerosi lavori: Se cessiamo di essere una nazione (1993), Come se Dio non ci fosse (2000), Germania Italia Europa: Dallo Stato di potenza alla «potenza civile» (2003), La reinvenzione della Germania (2008), Cosa resta dell'Occidente (2012) e ancora il recentissimo 1914: attacco a occidente (2014).

1914: attacco a occidente (2014, Il Mulino)

«La Germania tutta deve gettarsi su un solo nemico, su quello che è il più forte, il più potente e il più pericoloso e questo può essere soltanto l’Occidente, la Francia-Inghilterra. Il destino dell’Austria si deciderà sulla Senna, non sul Bug in Galizia.» Alfred von Schlieffen

Era inevitabile la Grande Guerra? Dall’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo doveva necessariamente scaturire un conflitto mondiale? O si è trattato di una guerra «improbabile», scoppiata per una serie di malintesi e di errori di valutazione? Rusconi ricostruisce il febbrile lavorio politico-diplomatico del luglio 1914 e analizza le vicende belliche sino alla battaglia cruciale della Marna. Il conflitto si configura come una «guerra tedesca» per rompere l’accerchiamento di cui la Germania si sente vittima da parte dell’Intesa russo-francese e inglese. Ma la lotta per l’egemonia sul Continente assume i tratti di una «guerra di civiltà» all’interno dell’Occidente stesso. Gli effetti sono di lunga durata, anche in termini strategico-militari: il secondo conflitto mondiale inizierà infatti con l’attacco alla Francia nel 1940 inteso come replica e rivincita del 1914.

 

 

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