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"Ammesso che la felicità esista" - Lo spettacolo che inaugura Teatro Aut

Anika Schluderbacher

La stagione di Teatro Aut - Rassegna teatrale sui temi legalità, eticità, sviluppo si apre portando in scena lo spettacolo Ammesso che la felicità esista, spettacolo inedito realizzato dall’artista bolzanina Anika Schluderbacher, che la vedrà inoltre sul palco come unica interprete, con la amichevole partecipazione di Claudia Salvatore, Francesco Piotti, Massimilano Buzzanca e le collaborazioni speciali di Elena Lattanzi, Irene D'Agostino, Davide Asper, Giovanni Chiericati.

Lo spettacolo è una prima assoluta. Il sogno e l'idea di Anika Schluderbacher di fare uno spettacolo su Natalia Ginzburg ha preso forma grazie allo stimolo degli organizzatori di Teatro Aut.

Attraversando la vita della nota scrittrice, si ritrovano nelle sue passioni e nei suoi pensieri temi di attualità che ancora sono al centro di molti dibattiti.

Natalia, figlia di un’antifascista, morto in carcere, ebrea di origine, che le costa il confino, nello spettacolo di Anika prende voce con domande che ancora non hanno risposte, o per meglio dire, l'attrice insieme ai racconti appassionati della scrittrice, ci esorta a trovare il nostro pensiero critico in merito.

Biglietto singolo spettacolo 5,00 €

Biglietto singolo spettacolo con buffet 12,00 €


Info e contatti:

Arci – Nuova Associazione

Via Dolomiti 14 – 39100 Bolzano

info@arci.bz.it

0471 323 648

Per maggiori informazioni sulla rassegna: http://arci.bz.it/arci/?q=node/103


"Ammesso che la felicità esista" - Trama

“Le donne hanno la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo, di lasciarsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro, e annaspare per tornare a galla: questo è il vero guaio delle donne. Le donne spesso si vergognano di avere questo guaio, e fingono di non avere guai e di essere energiche e libere, e camminano a passi fermi per le strade con grandi cappelli e bei vestiti e bocche dipinte e un’aria volitiva e sprezzante; ma a me non è mai successo di incontrare una donna senza scoprire dopo un poco in lei qualcosa di dolente e pietoso che non c’è negli uomini, un continuo pericolo di cascare in un gran pozzo oscuro, qualcosa che proviene proprio dal temperamento femminile e forse da una secolare tradizione di soggezione e schiavitù che non sarà tanto facile vincere”

(Dal “Discorso sulle donne”, 1993, di Natalia Ginzburg)

E' così che lei racconta i suoi personaggi, senza giudizio, il più possibile vicini alla loro figura reale, con cadenze, ritmi, imperfezioni...dovute alle ripetizioni di un discorso che prima di pensare a comunicare, si sta studiando dall'interno dell'autrice stessa.

Lascia a chi la legge il giudizio finale.

E forse accade così anche mentre si racconta: scrittrice, attivista politica, madre e compagna.
Natalia è “forza del dialogo”.

La sua produzione è aiutata spesso dai diversi interlocutori che lei si sceglie nella vita, affetti e colleghi a cui è spesso legata da una profonda amicizia e spirito di ricerca.

Natalia è scrittura e sentimenti della “nostra condizione terrestre”, che la porta a rappresentare la vita senza filtri o dissimulazioni.

Uno spettacolo tra memoria, storia, biografia, un'incursione nelle concezioni e nelle tensioni che animano Natalia, intervistata, e che lei si sforza di spiegare, anche a se stessa.

 

Breve biografia

Anika Schluderbacher nasce a Bolzano e si diploma Attrice di prosa teatrale presso l'Accademia Antoniana d'Arte Drammatica a Bologna per poi approdare a Roma e debuttare al Teatro Colosseo.

Approfondisce tecniche di training teatrale e cinematografico con l'acting coach Danny Lemmo e instaura diverse collaborazioni nella capitale presso Teatro Colosseo, Teatro Vascello e Teatro dell'Orologio, successivamente anche in Trentino e in Toscana.

 

 

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